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Mobilità insostenibile

maggio 6th, 2018

Dal 2003, da che ne ho memoria, le varie amministrazioni comunali di Lazise promettono (minacciano) il rifacimento del percorso ciclabile lungolago. Dopo 15 anni le promesse/minacce trovano realizzazione: sono da poco partiti i lavori sia sulla dorsale sud (Pacengo-Ronchi) sia su quella nord (Pergolana Lazise-Cisano), tratti che fanno parte di un progetto da otto milioni di euro che dovrebbe riguardare anche tre tratti di strade più interne.
La ratio che si legge nelle carte è quella di “incentivare la mobilità sostenibile” cioè stimolare l’uso della bicicletta al posto dell’automobile. Peccato che insieme alla cementata lungolago, nessuno (né tra le fila della maggioranza né dell’attuale opposizione) abbia pensato a tre punti fondamentali che consentirebbero veramente di usare la parola “sostenibilità”:
1. come accedervi,
2. come far convivere pedoni e biciclette in sicurezza,
3. preservare flora e fauna di un Sito di Interesse Comunitario.
Ne aggiungerei un quarto: se veramente alcuni tratti sono necessari (quello Ronchi-Pacengo non lo è affatto ma per questo allego delle fotografie).


Partiamo dall’accessibilità: gli accessi pubblici sono due, uno si trova sotto il parcheggio Marra di Lazise (in concessione privata, chiude a mezzanotte) e l’altro in località Bosca (sotto il parco divertimenti Movieland). Più di quattro chilometri tra l’uno e l’altro, in  mezzo ci sono i quartieri e le frazioni più popolose del Comune (7050 abitanti) e ben sette campeggi (solo metà dei campeggi del territorio), campeggi che in quanto proprietà private non concedono a nessuno che non sia loro ospite di attraversarle né in ingresso dalla Gardesana né in uscita cioè dal lungolago se non rischiando una denuncia per violazione di domicilio. Sul lato sud, l’ingresso pubblico è quello di via Porto a Pacengo; il secondo accesso (ricavato con fatica qualche anno fa, attraverso un accordo col campeggio Piani di Clodia) è un bel sentiero in mezzo al boschetto di Strada del Roccolino (tra camping Fossalta e Piani di Clodia), impraticabile dalle biciclette e comunque lontano dai quartieri residenziali. Una situazione ai limiti della legalità: cancelli e recinzioni in barba alla legge 1497/1939, ripresa successivamente dalla legge Galasso e poi inserita nelle previsioni del decreto Urbani (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio). L’articolo 142, comma 1 del decreto Urbani definisce infatti come oggetto di tutela e valorizzazione per il loro interesse paesaggistico “i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi”.
Un tema discusso da decenni soprattutto a Lazise, dove il cemento consolida solo uno stato di fatto: il lungolago appartiene ai campeggiatori, impossibile al residente accedervi evitando così di percorrere la Gardesana per raggiungere il centro. Non ha senso dunque parlare di mobilità sostenibile bensì solo e semplicemente di supporto alle economie locali o al massimo al cicloturismo, business europeo da 44 miliardi di euro l’anno che fortunatamente porta green jobs e turismo lento ma che non va confuso con i servizi al cittadino residente. Di certo, i potentati economici del lago non hanno bisogno di grande aiuto da parte del Comune (il fatturato di Gestioni Benacensi cioè Piani di Clodia è di quasi 20 milioni di euro nel 2016 mentre 9 milioni e 400mila quello di Camping La Quercia), Comune che però si mostra comunque generoso: è di qualche mese fa il pomposo taglio del nastro su strada dei Camotti, parzialmente spostata verso la Gardesana per riunire due lotti di proprietà Russo, denudata di siepi e arbusti, cosparsa di enormi lampioni esageratamente frequenti e poi di nuovo abbandonata a se stessa per il resto dei due terzi del percorso. Uno spot elettorale riuscito male perché quella era una stradina già esistente, già pubblica e già facilmente percorribile con i fari accesi ma l’operazione doveva servire per giustificare il parcheggio dei privati. Insomma, bastava molto meno per mettere in sicurezza quella stradina, non serviva dare qualcosa “in cambio di”.  Al Consiglio Comunale del 5 maggio assistiamo ad un nuovo inutile “scambio” che di nuovo ha come oggetto un tratto di percorso ciclopedonale lungolago, questa volta barattato con la concessione per uno stabilimento balneare ai Piani di Clodia. Esattamente come la realizzazione degli altri tre tratti sono stati barattati con la costruzione di un hotel a cinque stelle su una delle strade più pericolose dell’intero territorio comunale, stretta, priva di banchina stradale eppure vitale per l’economia (anche turistica) delle frazioni: via del Terminon.
Se le amministrazioni vorranno sostenere il valore collettivo di un progetto da otto milioni di euro complessivi dovranno avere il coraggio di ridiscutere l’accessibilità del litorale da parte di tutti, compresi i cittadini che sceglieranno di votarli, per esempio istituendo una convenzione con le singole realtà che permettano l’accesso e l’uscita ai residenti o, meglio, prevedendo passaggi pubblici tra le singole proprietà private.
L’alternativa prêt-à-porter è solo la messa in sicurezza con cordoli e attraversamenti semaforizzati della corsia ciclopedonale sulla Gardesana Orientale, invasa da auto in sorpasso, in sosta (vietata) o in uscita dai campeggi nonché di tutte le altre vie secondarie che uniscono i quartieri e le frazioni (le strade provinciali, via San Martino, via del Terminon, via Zappo ecc., che – da dichiarazioni del 2016 – farebbero parte del megaprogetto da 8 milioni).


Veniamo al secondo punto, che riguarda tutti i percorsi attualmente esistenti e non solo il nuovo lungolago cementato: la convivenza tra pedoni e biciclette, facciamo finta insomma di aver risolto la convivenza più problematica e cioè quella tra auto e biciclette.
Trascuriamo innanzitutto il fenomeno del ciclismo da strada (che tendenzialmente usa la strada come una pista e non come un collegamento tra un punto e l’altro) e occupiamoci delle famiglie che usano la bicicletta come mezzo di trasporto (o vorrebbero tanto, se non si rischiasse la vita): la situazione sul lago è quella di migliaia di presenze contemporanee al giorno per un totale di 3 milioni 377mila presenze all’anno per Lazise a cui si aggiungono i soliti 7050 residenti di cui sopra. Cifre che hanno fatto guadagnare a Lazise il primato di comune col più alto tasso di turisticità dato dal peso del turismo in rapporto alla popolazione (dati 2017 Provincia di Verona). Cosa significa? Quasi 54.000 persone in un chilometro quadrato. Ora, esistono delle norme di progettazione di percorsi e piste ciclabili, che – anche sulla base dell’analisi dei flussi veicolari – prevedono disposizioni e elementi differenti. Il decreto ministeriale n. 557 del 30 novembre 1999 (Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche delle piste ciclabili) parla chiaro, talmente chiaro che riserve ai percorsi promiscui (non definibili “piste”) due commi, il 5 e il 6. Innanzitutto i percorsi promiscui pedonali e ciclabili sono realizzati di norma all’interno di zone a traffico prevalentemente pedonale o di parchi o su parti della strada rialzate e delimitate normalmente riservate ai pedoni qualora non ci sia abbastanza spazio per una pista vera e propria. Inoltre, in ambito extraurbano i percorsi e le piste ciclabili dovrebbero avere larghezze maggiorate, di 3,50 o 4 metri se promiscue con i pedoni o ancora maggiori in curva, soprattutto se in discesa. E’ evidente che come non si è pensato a mettere in sicurezza la Gardesana (a tratti addirittura bidirezionale e promiscua pedoni-bici), non si è pensato a sedi distinte – almeno a livello di segnaletica – per mettere in sicurezza pedoni e biciclette sul nuovo lungolago di cemento drenante, materiale che aumenterà naturalmente la velocità delle biciclette (tutti noi lo abbiamo sperimentato almeno una volta sulla passeggiata Bardolino-Garda).


Il terzo punto è quello più lampante, quello che non avrebbe bisogno di grosse discussioni: il tratto a Sud di Pacengo si trova a ridosso di un Sito di Interesse Comunitario, che negli anni novanta l’Unione Europea ha deciso di istituire a zona protetta per le sue specie animali e vegetali. 90 sono le specie animali censite, difficile immaginare che le ruspe, il cemento, l’illuminazione e futuri stabilimenti balneari non le disturbino… Anche per questo aspetto così come per i flussi veicolari e le necessità di mobilità dei residenti, sembrano mancare indagini conoscitive appropriate (il Consiglio Comunale ha deciso per la non necessità di Valutazione di Incidenza Ambientale), che mettano al centro il cittadino e il territorio. C’è ancora tempo ma niente vieta alle amministrazioni di usarlo male, usando le piste ciclabili come merce di scambio e dimenticando di nuovo, come sempre negli ultimi vent’anni, che Lazise è un paese fatto di persone che ci vivono e non una S.p.A.

(autore articolo e foto: Annalisa Mancini)

Non c’è inizio senza una fine

dicembre 31st, 2014

Cari amici del Garda, soci e simpatizzanti,

sei anni sono passati da quando abbiamo deciso di unirci in associazione e in circolo di Legambiente. Siamo stati un gruppo che ha deciso di firmare uno Statuto con degli obiettivi alti e nobili come quello di aiutare a diffondere una cultura del territorio che nel gardesano e a Lazise in particolare sembrava ormai definitivamente schiacciata dalle ciniche logiche del profitto e degli interessi privati mascherati da interesse pubblico che avrebbero deturpato per sempre i luoghi che conosciamo e amiamo.

Insieme abbiamo fatto molto per noi e per contribuire alla tutela del nostro territorio. A volte, nei momenti di “stanca”, quando si è demoralizzati e il sogno di cambiare il mondo fa posto alla disillusione e al cinismo, ci fa bene ricordare tutto quello che abbiamo fatto insieme con tanto impegno, fatica e passione. Inizialmente ci siamo concentrati sulla lettura e lo studio dei documenti del Piano di Assetto del Territorio deliberato dall’Amministrazione di Lazise nell’agosto del 2009.

Abbiamo trascorso giorni e notti a leggere e analizzare quei documenti, a studiare la legge regionale, il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, a incontrarci, scambiarci opinioni e scrivere le tante osservazioni a quei documenti. Il 6 ottobre 2009 siamo riusciti a riassumere e divulgare il PAT e il nostro lungo lavoro in un convegno nella Dogana Veneta di Lazise con la partecipazione dello scrittore Vittorio Messori e del giornalista Paolo Biondani.

Insieme a Legambiente Veneto e Legambiente Verona a dicembre 2009 abbiamo organizzato un’altra conferenza in Dogana Veneta dal titolo “La miseria dello sviluppo”, questa volta sulla questione dei finti alberghi sul lago di Garda e il consumo di suolo.

Pochi mesi dopo, nel marzo 2010, ci siamo impegnati nella realizzazione della rassegna PensoVerde, in cui siamo a riusciti a parlare di diritto alla terra, cibo buono e giusto con Slow Food, consumo di suolo zero con Domenico Finiguerra e del rapporto tra uomo e natura con don Bruno Fasani.

Ogni estate abbiamo contribuito alla campagna Goletta dei Laghi, organizzando blitz contro la cementificazione a Desenzano, di contestazione alla scelta del nucleare (2010) e di sensibilizzazione sull’occupazione indebita di suolo demaniale da parte di privati (blitz “Spiagge libere” a Lazise, luglio 2010). Nel 2012, Legambiente assegna la bandiera nera proprio all’Amministrazione Comunale di Lazise a causa dei massicci interventi di consumo del suolo e in particolare alla vicenda relativa alla lottizzazione delle aree Pacengo alta e Pacengo Porto.

In occasione della campagna di Legambiente Puliamo il Mondo abbiamo trascorso una bella giornata di musica e ecologia tra Peschiera e Castelnuovo del Garda (settembre 2010) in cui dopo l’attività di pulizia del litorale e dei fondali grazie all’Associazione G.o.D.o abbiamo dato vita a EcoRock, il primo festival delle band musicali delle sale prove di Castelnuovo e Lazise.

Nel 2013, nell’ambito della campagna nazionale di Legambiente Spiagge e fondali puliti, abbiamo dato vita a una giornata di raccolta dei rifiuti, di sensibilizzazione sui temi della cementificazione selvaggia e dell’accesso pubblico alle spiagge e a una passeggiata tra le campagne di Colà e Pacengo, lungo fossi e risorgive, tra corti rurali, terrazzamenti e strade bianche. Nello stesso periodo, a maggio 2013, ci siamo impegnati nell’organizzazione del confronto tra candidati-sindaco del Comune di Lazise, che hanno esposto le loro posizioni sulle tematiche ambientali.

Dopo sei anni, ora, per continuare a lavorare insieme non basta sapere di essere stati dalla parte “giusta” cioè dalla parte del nostro territorio. Non basta sapere di “avere ragione”. Certo, le soddisfazioni sono arrivate e ora siamo certi che gli avvocati che ci avevano intimato di cancellare la verità dal nostro sito internet non si faranno più sentire.

Per continuare come Associazione servono però energie costanti, la volontà di molti e la passione di tutti.

Alcuni di noi si sono allontanati, altri hanno esaurito le proprie forze, qualcuno ha avuto paura e la maggior parte ha deciso di dedicare il proprio tempo a altre attività, come spesso succede nella vita di un’associazione che si basa sul volontariato.

Negli ultimi due anni anche le risorse economiche, derivanti dal tesseramento, non sono bastate. L’adesione a Legambiente, grazie alla quale siamo riusciti a realizzare le nostre attività, è diventato economicamente insostenibile e già da un anno abbiamo deciso di continuare la nostra attività senza l’egida del cigno verde.

Ora, nel 2015, dopo vari tentativi invani di raccogliere spunti e proposte, è giusto diventare un gruppo di persone unite dai valori sanciti nello Statuto del 2009 ma slegate da ogni forma e obbligo di tesseramento. Siamo dunque il gruppo informale Amici del Garda, che renderà conto delle proprie attività firmando le iniziative con nome e cognome di ogni singolo che vi parteciperà anche solo marginalmente. Il comitato direttivo non esiste più in quanto organo gerarchico di riferimento né tantomeno i Soci in quanto tesserati al circolo. Chiunque vorrà proporre un’attività inerente agli obiettivi che ci siamo dati nel 2009 e che sono pubblicati sul sito www.amicidelgarda.it potrà farlo scrivendo a info@amicidelgarda.it o contattandoci su facebook o su twitter. Rimangono dunque attivi tutti gli strumenti che documentano le attività finora svolte e la nostra natura di gruppo appassionato del proprio territorio.

Ovviamente anche il ruolo di Presidente, ricoperto dalla sottoscritta Annalisa Mancini, viene a decadere. Personalmente continuerò a coltivare il mio interesse per il territorio che vivo e la mia innata passione per le cause “giuste” poiché questa rimane la mia natura e la mia indole a cui non posso rinunciare. Lo farò nei limiti del mio tempo libero e sicuramente solo con gli amici che dimostrano la necessaria onestà intellettuale di chi ci mette la faccia e rischia in prima persona, firmando con proprio nome e cognome ogni documento e partecipando fisicamente ad ogni attività.

Auguri di buon anno nuovo agli amici che mi sostengono sempre e con costanza e che hanno contribuito alla realizzazione delle attività degli ultimi sei anni.

Auguri e grazie anche a chi ci critica stando comodamente seduto davanti al monitor di un pc, a chi cavalca l’onda “ecologista” senza esporsi personalmente, ringrazio chi sostenendoci per un breve periodo ha creduto di raggiungere obiettivi esclusivamente personali ignaro della nostra forza.

Per il 2015, auguro a tutti di imparare, come ho imparato io negli ultimi sei anni.

Annalisa

Mobilitazione a Venezia il 30 novembre!

novembre 28th, 2013

30 novembre 2013 – VENEZIA
MANIFESTAZIONE REGIONALE

NO GRANDI OPERE – NO CONSUMO DI SUOLO
PER LA DEMOCRAZIA E I BENI COMUNI
PER IL DIRITTO DI RESPIRARE, LAVORARE, VIVERE IN VENETO

Giornate di mobilitazione regionale in difesa della qualità della vita

Sabato 30 novembre ore 14 – stazione FS di Santa Lucia – manifestazione regionale a Venezia

La Terra non ce la fa più: ha bisogno di un anno e mezzo per recuperare quello che le viene sottratto in un anno.
“Il clima impazzito sconvolgerà il pianeta. Siamo vicini al punto di non ritorno” (Ipcc-Onu 2013). E il Veneto è una
delle regioni più inquinanti e inquinate d’Europa.

• L’inquinamento atmosferico, prodotto da traffico, inceneritori, cementifici, centrali termoelettriche,
industrie nocive, grandi navi, avvelena l’aria: la peggiore d’Europa.

• Cementificazione e asfaltatura del suolo impoveriscono le campagne, provocano frane e alluvioni,
distruggono il paesaggio e un patrimonio storico ed ambientale di valore inestimabile.

• Eccessivi prelievi d’acqua inaridiscono i fiumi, provocando l’avanzamento del cuneo salino, e l’abbassamento delle falde acquifere.

• Col sistema del “project financing” banche e grandi imprese succhiano miliardi di risorse pubbliche.
Per i cittadini questo significa solo debito, aumenti di tariffe per i servizi e per pedaggi speculativi.

• I cittadini e i Comuni non contano più nulla poiché la Regione ha azzerato la pianificazione urbanistica riducendola ad un incredibile delirio di autostrade e “progetti strategici” (mega-poli commerciali direzionali), mentre le verifiche ambientali sono ridotte a pura formalità.

Gli abitanti del Veneto sono da anni impegnati in una moltitudine di vertenze locali, volte a salvaguardare la
vivibilità del territorio. Cittadine e cittadini di buona volontà si sono finalmente riuniti per chiedere una urgente

+ Fermare subito le “grandi opere” inutili e dannose (nuove autostrade e linee TAV, carbone nella centrale di Porto Tolle, MOSE, scavo nuovi canali in laguna, nuove scogliere e false barene-discariche);

+ Allontanare definitivamente le “grandi navi” dalla Laguna;

+ Liberare il territorio dalle servitù militari

+ Finanziare i Comuni, anche con la Cassa Depositi e Prestiti a tasso agevolato, per manutenzione, messa in sicurezza, riqualificazione energetica di edifici pubblici e territorio – vera grande opera necessaria – dando lavoro alle piccole e medie imprese

+ Riconversione ecologica delle città, delle industrie e dell’agricoltura per creare buona e stabile

+ Gestione pubblica e partecipata, senza profitti in bolletta, di acqua e servizi pubblici – No allo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche

+ Fermare la privatizzazione della sanità: i “project financing” ospedalieri sottraggono risorse pubbliche alla prevenzione e alle prestazioni sanitarie

+ Stop al consumo di suolo agricolo : cambiare la legge urbanistica regionale e il nuovo PTRC – Piano Territoriale Regionale – per tutelare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico, attuando finalmente e per intero il Codice nazionale del Paesaggio.

+ Basta con il ricorso alla “legge obiettivo” e ai commissari straordinari

+ Basta con inceneritori, cave e discariche – Incentivare riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti

+ Stop a nuove autostrade, strade, raccordi e poli commerciali che desertificano i nostri centri, distruggendone il tessuto sociale e le attività economiche: investire per recuperare aree ed edifici da bonificare e riqualificare (a partire da Porto Marghera) per attività innovative.

+ Investire non in autostrade e Alta Velocità, ma in rinnovo e potenziamento delle ferrovie esistenti con un piano integrato di vera intermodalità. Favorire il trasporto pubblico locale e regionale (SFMR).
Favorire la mobilità ciclo-pedonale. Spostare il trasporto merci dalla gomma alla rotaia.

+ Ricostruire gli organismi di valutazione e controllo ambientale per renderli indipendenti dai poteri politici ed economici: eliminare i conflitti d’interesse e di competenze e la concentrazione di tutti i poteri (di Piano, progetto, valutazione, attuazione e controllo) in una sola figura.

+ Garantire pubblicità e trasparenza ai lavori delle Commissioni d’inchiesta del Consiglio regionale sulla “finanza di progetto” e le aziende regionali, innanzitutto su Veneto Strade SpA

+ Smantellare l’intreccio politica-affari oggi all’attenzione della Magistratura

+ Difesa della Costituzione e delle assemblee elettive, contro ogni tentazione presidenzialistica.
Partecipazione piena dei cittadini alle decisioni e ai controlli.

I comitati e i movimenti, le associazioni e i gruppi di cittadinanza attiva operanti in Veneto invitano tutte e tutti a far sentire la loro voce e a partecipare alle iniziative programmate.

Spiagge e fondali puliti a Lazise

maggio 24th, 2013

Nell’ambito della campagna nazionale di Legambiente “Spiagge e fondali puliti 2013”, il circolo Amici del Garda in collaborazione con Legambiente Verona, circolo Il Tasso e circolo di Malcesine organizza una giornata di raccolta dei rifiuti e di sensibilizzazione sui temi della cementificazione selvaggia e dell’accesso pubblico alle spiagge. Passeggeremo lungo il lago con guanti e sacchetti, a ridosso dei divieti di accesso che ostacolano la fruizione delle zone demaniali e a pochi metri da una zona di lottizzazione che sconvolgerà l’aspetto di Pacengo per sempre.

L’appuntamento è sabato 25 maggio alle ore 9.30 presso il parcheggio in fondo a via Porto nella frazione di Pacengo di Lazise. Spargete la voce!!

Per info: Annalisa 335 53 70 669, info@amicidelgarda.it

Per altre info sulle attività del circolo Amici del Garda e di Legambiente: www.amicidelgarda.it o seguici su facebook! Info sulla campagna nazionale Spiagge e Fondali puliti 2013: http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/spiagge-e-fondali-puliti-la-bellezza-fa-la-differenza

L’organizzazione declina ogni responsabilità in caso di eventuali incidenti che si dovessero verificare lungo il percorso.

Mafia e cemento

maggio 1st, 2013

La Parrocchia di Lazise organizza un ciclo di incontri pubblici con giornalisti d’inchiesta dei più importanti mezzi d’informazione nazionali, per rispondere alle domande dei cittadini.

Le speculazioni edilizie devastano l’ambiente, impoveriscono il territorio e rovinano il paesaggio minacciando così anche il futuro del turismo. Ma in molte regioni italiane gli affari del cemento hanno richiamato anche capitali sporchi e interessi mafiosi.

Ne parlano:
Mario Portanova, giornalista de “Il Fatto quotidiano”, autore di inchieste televisive per la Rai e per varie TV straniere, ha scritto il libro-inchiesta “la Mafia a Milano” ed è stato tra i redattori-fondatori della testata “Società Civile” di Nando Dalla Chiesa;
Ferruccio Sansa, già inviato speciale dei quotidiani “La Repubblica” e “La Stampa”, autore del libro-inchiesta “Il partito del cemento”, oggi è il responsabile del settimanale di approfondimento de “Il Fatto Quotidiano”;
Pier Paolo Romani, giornalista e scrittore, presidente di “Avviso Pubblico”, l’associazione nazionale di tutela e formazione degli amministratori locali minacciati dalla mafia.

Gli incontri saranno moderati da Paolo Biondani, giornalista del settimanale “L’Espresso”.

Da non perdere..

Giornata mondiale della Terra.

aprile 22nd, 2013

A volte questa nostra Terra non ci piace, a volte vorremmo scappare…

Questa Terra è nostra, che ci piaccia o no è il risultato di quello che siamo noi, di quello che facciamo. O non facciamo.

vieni a trovarci su facebook e unisciti a noi!

Tutta ’sta cultura ci ammazzerà

marzo 13th, 2013

Ah! Un altro accordo della variante 3 al Piano degli Interventi ci parla di un Polo delle Associazioni al Barum! Allora è proprio vero!? Però aspetta…si tratta di un ALTRO accordo, non quello con la società Micheletti (accordo n. 2) ma con una certa Sig.ra Paiola, proprietaria di quel lotto di terreno al Barum. Che confusione! Quello con la Sig.ra Paiola è infatti l’accordo n. 3 e si tratta di un progetto che si sovrappone esattamente al progetto dell’accordo Micheletti. Insomma Paiola e Micheletti litigheranno a chi costruirà per primo lo stesso Polo delle Associazioni al Barum? L’unica cosa certa è che con questo altro accordo, l’Amministrazione Comunale di Lazise ha garantito a un altro privato di poter costruire 4.200 mc, questa volta non al Corbelar bensì al Barum..come se al Barum le passate amministrazioni non avessero costruito a sufficienza!! Seconde case vuote per la maggior parte dell’anno :( Ne abbiamo proprio bisogno?

Qui trovate gli accordi siglati dall’Amministrazione, non ci inventiamo niente: http://amami.netribe.it/lazise/allegati/PI%20-%20variante%203/ELAB_%206%20Allegato%20-%20ACCORDI%20PUBBLICO-PRIVATO%20ART_6%20L_R_1104.pdf

Tanta cultura a Lazise!

marzo 8th, 2013

Mai vista tanta cultura a Lazise! In arrivo il quinto polo della cultura a Lazise! Dopo la Dogana, la ex Biblioteca, le ex scuole di Via Roma e il Polo ai Rocchetti, ora arriva anche il Polo delle Associazioni al Barum.
E’ uno degli accordi contenuti nella Variante 3 al P.I., noi abbiamo presentato alcune osservazioni trovandoci in disaccordo con le scelte di svendita del territorio di questa Amministrazione Comunale. In cambio della trasformazione da agricolo in edificabile di 11.859mq in Località Corbelar, l’Amministrazione Comunale ottiene la costruzione di un utilissimo edificio di 730mq per ospitare le associazioni al Barum (ai campi da tennis).

Dunque, aspettate che proviamo a fare due calcoli…abbiamo già:
1. la Dogana (che vabbé è stata restaurata con i nostri soldi ma in concessione ai privati che la affittano per convegni e matrimoni)
2. la Sala Civica ex Biblioteca, piccola ma una volta sistemata potrebbe bastare (almeno come biblioteca visto che a Lazise non c’è)
3. le ex scuole di Via Roma: sono nostre, c’è il parcheggio e sono in centro. Vanno solo sistemate un pò ma son perfette per le associazioni e la biblio.
4. un fantomatico Polo della Cultura che dovrebbe sorgere ai Rocchetti, in cambio di 35.000 metri cubi di cemento a un privato (accordo PAT)
5. ora con la variante 3 si conferma l’impegno con la società Micheletti per la costruzione del Polo delle Associazioni.
Mmmh…io con tutta ’sta cultura non ci so fare i conti..voi?
Qui il link all’elaborato 6, dove a pag. 25 trovate l’accordo: http://amami.netribe.it/lazise/allegati/PI%20-%20variante%203/ELAB_%206%20Allegato%20-%20ACCORDI%20PUBBLICO-PRIVATO%20ART_6%20L_R_1104.pdf

Perché continuare a svendere il territorio in questo modo? Servono ancora metri cubi di cemento a Lazise? La crisi del comparto immobiliare non parla da sola? Dove sono gli studi che certificano la crescita demografica a sostegno di nuove edificazioni?

Ai politici chiediamo…bellezza!

febbraio 9th, 2013

La bellezza è la chiave per immaginare un futuro oltre la crisi. L’Italia ha bisogno di bellezza. La bellezza ha bisogno di essere difesa e valorizzata. Anche con una legge. La bellezza deve essere in cima all’agenda politica del nuovo Parlamento, del nuovo governo e delle nuove amministrazioni: Italia, bellezza, futuro.
http://www.legambiente.it/bellezza

Lo scorso 15 gennaio Legambiente ha presentato la proposta di disegno di legge che potete leggere su http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/italia-bellezza-futuro-la-legge. Conoscete candidati PARLAMENTARI O SINDACI che possono impegnarsi a sostenere la proposta la legge e presentarla, una volta eletti? Mandateci il nome ed un riferimento email e gli manderemo una lettera di richiesta di sostegno.

Bandiera nera a Lazise

luglio 16th, 2012

Lo striscione “No al cemento” e una bandiera nera sono stati sventolati oggi nei pressi del cantiere, nella frazione di Pacengo di Lazise, dall’equipaggio della Goletta dei Laghi insieme agli attivisti di Legambiente. La Goletta dei Laghi di Legambiente assegna dunque il poco ambito riconoscimento all’amministrazione di Lazise sul Garda per la vicenda relativa alla lottizzazione delle aree Pacengo alta e Pacengo Porto, un’area originariamente concessa per la costruzione di un villaggio – albergo, ma che allo stato attuale rischia di diventare un nuovo nucleo di residenziale attraverso un cambio di destinazione d’uso approvato dall’amministrazione di Lazise.

“Dopo 5 anni dall’approvazione del piano particolareggiato di iniziativa pubblica da parte dell’Amministrazione comunale di Lazise, l’area attualmente risulta essere solo un enorme cantiere abbandonato – afferma Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona – che attraverso un cambio di destinazione d’uso potrebbe rimettersi in attività donando ad un territorio sin troppo sfruttato nuove unità abitative”.

LINK LARENA.IT